Sbiancamento dentale:
le domande più comuni
- Cosa si intende per sbiancamento dentale?
- Quali sono i metodi professionali di sbiancamento dei denti?
- Quanto dura una seduta di sbiancamento dentale?
- Cosa non devo fare dopo un trattamento di sbiancamento dentale?
- Quante ore dopo lo sbiancamento si può mangiare?
- Quando non si può fare lo sbiancamento dentale?
- Quanto fa male lo sbiancamento dei denti?
- Come diventano i denti dopo lo sbiancamento?
- Come togliere il giallo dai denti in modo naturale?
- Quanto costa lo sbiancamento dei denti dal dentista?
Hai sempre visto personaggi famosi con denti tanto bianchi da accecarti, desiderando anche te lo stesso sorriso bianco e luminoso? Per ottenere denti bianchissimi puoi ricorrere allo sbiancamento dentale.
I dubbi più comuni sullo sbiancamento dentale
In questo articolo scoprirai i dubbi più comuni, e le domande più richieste sul trattamento di sbiancamento dentale. Cominciamo!
Cosa si intende per sbiancamento dentale?
In parole povere, lo sbiancamento dentale è un trattamento che consente di ripristinare il naturale colore bianco dei denti, o addirittura di rendere lo smalto più bianco di quanto fosse prima.
- polpa: lo strato interno, irrorato da sangue e dotato di terminazioni nervose (4)
- dentina: uno strato intermedio (3)
- smalto: lo strato esterno (2).
Normalmente lo smalto è trasparente, ma può capitare che nel tempo, e con l’abuso di sostanze che macchiano i denti, esso si ingiallisca fino a diventare marrone. Alcune di queste sostanze possono essere:
- caffè
- fumo di sigaretta
- tè
- curry e spezie varie
- pomodoro
- vino rosso
- collutori contenenti clorexidina
- e molto altro ancora.
Grazie allo sbiancamento dentale è possibile ripristinare il bianco naturale dei denti, rimuovendo i pigmenti accumulati nel tempo.
Perché ho i denti gialli anche se li lavo sempre?
Nonostante una pulizia quotidiana dei denti sembri sufficiente, diversi fattori possono concorrere nel far ingiallire i denti. Ad esempio una scorretta igiene orale può portare all’accumulo di placca e tartaro, che a loro volta possono causare infezioni e macchie gialle sui denti.
Oltre all’usura quotidiana è possibile che i denti si ingialliscano a causa dell’assunzione di diversi alimenti noti per causare macchie ai denti, come caffè, tè, vino rosso, pomodoro e molto altro.
Per ridurre queste cause di ingiallimento dei denti è fondamentale una corretta tecnica di spazzolamento abbinata all’uso di filo interdentale e collutori.
Quali sono i metodi di sbiancamento professionale dei denti?
Esistono diversi metodi per sbiancare i denti, ecco i principali:
- Sbiancamento con perossido di idrogeno e luce LED o laser: applicazione di un gel sbiancante contenente perossido di idrogeno sui denti, che viene poi attivato da una lampada a LED o laser. Questo metodo porta risultati immediatamente visibili, e risulta uno dei più efficienti.
- Mascherine sbiancanti: mascherine personalizzate sull’impronta delle arcate dentarie del paziente che contengono gel sbiancante e devono essere indossate per diverse ore, meglio se durante la notte. Questo metodo è efficace e fornisce ottimi risultati in pochi giorni, a patto che il paziente esegua le istruzioni del dentista alla lettera.
- Strisce sbiancanti: simile al metodo delle mascherine, si basa sull’applicazione di striscie sbiancanti adesive contenenti perossido di idrogeno, da applicare direttamente sui denti per un periodo specifico di tempo. È un trattamento casalingo, e risulta meno efficace delle mascherine e dello sbiancamento LED / laser.
- Bleaching professionale: consiste in un trattamento più intenso eseguito dal dentista, che può includere l’uso di perossido di idrogeno o perossido di carbamide in concentrazioni più elevate. Questo metodo può risultare molto costoso e richiede più sedute, pur garantendo un risultato più duraturo.
- Dentifrici e collutori sbiancanti: sono prodotti da banco che possono aiutare a mantenere i denti bianchi, ma non sostituiscono in alcun modo un trattamento professionale.
Quanto dura una seduta di sbiancamento dentale?
Una seduta di sbiancamento dentale in studio dentistico di norma dai 45 minuti ad un’ora. Durante la seduta, il dentista applica una “diga” contenitiva per proteggere le gengive, quindi procede all’applicazione del gel sbiancante sui denti. Successivamente utilizza una lampada a LED o un laser per attivare il gel.
I risultati sono immediatamente visibili.
Cosa non devo fare dopo un trattamento di sbiancamento dentale?
Dopo aver sbiancato i denti, è importante prendere alcune precauzioni per mantenere i risultati e proteggere lo smalto:
- Non trascurare l’igiene orale: Spazzolare i denti due volte al giorno e usare il filo interdentale per mantenere i risultati.
- Evitare cibi e bevande coloranti per almeno 48 ore: cibi come caffè, tè. vino rosso, cioccolato, curry e curcuma, succhi di frutta scuri possono macchiare i denti appena sbiancati, invalidando il trattamento.
- Evitare cibi e bevande acide: agrumi come arance e limoni, aceto e bibite gassate possono aumentare la sensibilità dentale.
- Non fumare: il tabacco è il principale responsabile dell’ingiallimento dei denti nei fumatori.
- Non consumare cibi troppo freddi o caldi: a causa dell’aumento della sensibilità dentale post intervento, potrebbe risultare doloroso l’assumere bevande e cibi troppo caldi e freddi.
- Evitare l’uso di collutori colorati: Scegli collutori trasparenti per evitare che i coloranti macchino i denti, ed evita i collutori alla clorexidina, in quanto tra gli effetti collaterali della stessa includono il macchiare i denti.
Quante ore dopo lo sbiancamento è possibile mangiare?
- yogurt bianco senza aggiunta di frutta o coloranti.
- Pane bianco o pane tostato leggermente: evita marmellate colorate.
- Riso bianco al naturale, senza salse colorate.
- Uova strapazzate: sono proteine delicate, facili da masticare.
- Pollo o tacchino alla griglia senza spezie o salse pesanti.
- Formaggi bianchi come mozzarella o ricotta.
- Patate lesse o al forno senza condimenti colorati.
Quando non si può fare lo sbiancamento?
- età inferiore ai 12 anni: lo spessore dello smalto dentale non è ancora adeguato per sopportare il processo di sbiancamento.
- Gravidanza e allattamento: Non è consigliato sottoporsi a sbiancamento dentale durante questi periodi.
- Persone allergiche al perossido: il perossido di idrogeno è il componente attivo presente nel gel sbiancante.
Quanto fa male lo sbiancamento ai denti?
Lo sbiancamento dei denti non provoca alcun dolore, ma aumenta temporaneamente la sensibilità dentale. La sensazione solitamente dura intorno alle 72 ore, tempo molto importante, durante il quale qualsiasi comportamento sbagliato (vedi qui) può invalidare il risultato del trattamento.
Come diventano i denti dopo lo sbiancamento?
I risultati dello sbiancamento dentale possono differire tra i pazienti.Solitamente subito dopo il trattamento è comune che i denti siano leggermente più sensibili e appaiano più bianchi del solito.
Nei giorni seguenti, il colore dei denti tende ad assestarsi su una tonalità più naturale.
Come togliere il giallo dai denti in modo naturale?
Anche lavarsi i denti con il bicarbonato aiuta a rimuovere macchie superficiali, ma abusare di questo metodo danneggia lo smalto dentale, specie se usato troppo spesso o vigorosamente (a causa della frizione).
Infine il bicarbonato non contiene fluoro, essenziale per la protezione dei denti dalla carie.
Quanto costa lo sbiancamento dei denti dal dentista?
Il costo dello sbiancamento dentale professionale può variare a seconda del metodo utilizzato.
In generale, i prezzi possono oscillare tra 150 e gli 800€.
Il prezzo può includere una visita preliminare, durante la quale il dentista valuta la salute dei denti e determina il metodo di sbiancamento più adatto.
Conclusione
Eccoci alla fine di questo articolo, dove abbiamo affrontato le domande più comuni sullo sbiancamento dentale ed i dubbi più richiesti.
Speriamo che questo ti dia una panoramica sull’intervento di base dell’estetica dentale, risolvendo i tuoi dubbi.
